Botti da Milan!

di Angelo Giuliano

Sembrava che il Milan dovesse finire il proprio mercato in una drammatica dissolvenza senza precedenti nell’era Berlusconi. Ma alla fine i botti sono arrivati, e che botti!Veloce come una miccia impazzita, però, il pettegolezzo si trasforma in maldicenza e la formula è presto fatta. Ibra più Robihno uguale elezioni anticipate. In effetti, le contestazioni al presidente a un certo punto hanno fatto tremare le fondamenta di quel patto iniziatico che vuole Berlusconi e il milan essere la stessa cosa. In quasi 4 mila si sono immediatamente radunati sulla piazza virtuale di facebook per gridare senza nessuna pietas cristiana “Berlusconi vattene”. A quel punto, quando qualcosa sai che succederà, entra in scena il piano B. Una sorta di “operazione valchiria”, ovvero vengono messi in atto una serie di provvedimenti che di solito scattano nell’evenienza di una grave emergenza di Stato. Il generale Galliani parte subito in missione in terra catalana con due immancabili obiettivi: portare a casa Ibrahimovic e mantenere calda la pista Robihno via Manchester! Lo stesso Berlusconi aveva detto i primi di agosto: «A settembre si aprirà formalmente la crisi di governo e non resterà altra alternativa che il voto!”

Riesce davvero difficile e bizzarro pensare che le sorti economiche, sociali e politiche del nostro paese ancora una volta saranno decise dalle mosse di mercato e dai successi dei rossoneri. Oggi un dato è certo: come per magia con l’arrivo dei due fuoriclasse a Milano è immediatamente cambiato lo scenario apocalittico di un passato troppo prossimo per essere dimenticato. Chi fino a quel momento aveva urlato a squarciagola slogan di rabbia e tradimento si riallinea ed in posizione di reverenza e vassallaggio saluta il proprio salvatore. La crisi di governo non tarderà ad arrivare. E mentre Dihno servirà sulla fascia Robihno, doppio passo ubriacante, palla a Ibra e via per Pato che con una perfetta rovesciata manderà in visibilio il mondo intero, l’Italia sarà fatta!

Ciao Mourinho, non ci manchi!

Josè Mourinho, 47 anni, portoghese di Setubal è un allenatore vincente.
Lo dimostra il suo prestigioso palmares: con il Porto 1 Champions League, 1 Coppa Uefa, 2 scudetti, 1 Coppa Nazionale, 1 Supercoppa – con il Chelsea 2 scudetti, 1 Coppa Nazionale, 1 Coppa di Lega, 1 Supercoppa – con l’Inter 1 Champions League, 2 scudetti, 1 Coppa Nazionale, 1 Supercoppa.
Da questa stagione è passato alla guida del Real Madrid, uno dei club più titolati al mondo. Chapeau per i risultati e la mentalità vincente.
Ma dal punto di vista caratteriale e relazionale il portoghese merita più di una critica. E’ evidente dalle sue dichiarazioni che pecca di arroganza e di mancanza di rispetto per colleghi, calciatori, dirigenti e, non ultimi, giornalisti.
L’arroganza viene palesata inizialmente in Inghilterra dove alla presentazione con il Chelsea si autodefinisce Special One. Poi ricordiamo un escalation di provocazioni, di cui è maestro, utilizzate ad hoc per infuocare l’ambiente e creare intorno a lui un’atmosfera di interesse.
Schietto ma decisamente sconclusivo, Mou spara a zero su tutto e tutti pur di far notizia e le sue conferenze stampa passano dal sacro al profano, dal comico all’horror.
Basta una domanda più piccante del solito e il portoghese si innervosisce e non le manda a dire, lasciandosi andare anche a frasi ingiuriose.
E’ chiaro che non ha acquisito il “polite style” britannico.
E’ andato avanti spedito verso il suo unico obiettivo: catalizzare l’attenzione dei media su se stesso, distogliere l’interesse dalla squadra, dal gioco, dalla condizione fisico-mentale dei suoi giocatori.Non ha capito che il calcio è pura tecnica, schemi di gioco innovativi, spunto fisico da grandi atleti e soprattutto gioco spumeggiante e gol a valanga.
Il tecnico di Setubal non solo non ha contribuito a migliorare il calcio italiano ma, al contrario, ha mancato di rispetto al nostro campionato, tacciandolo di essere pessimo ed inferiore, preferendogli altri paesi esteri. Più volte infatti ha esaltato il calcio inglese, inimicandosi tifosi e giornalisti italiani.
Ha creato persino tensioni nella classe arbitrale, definendo i fischietti parziali a favore delle squadre rivali.
E poi, gesto più importante, ha mancato di rispetto all’Inter ed al suo presidente, lasciando la squadra con un progetto ancora aperto.Infatti la sua Inter ha espresso l’anti-calcio, vincente solo grazie alle individualità di un grandissima e ricchissima rosa.
Non auguriamo a Mourinho i migliori successi al Real e confermiamo quanto pensa la stragrande maggioranza degli amanti del calcio italiano: Mou non ci manchi!

Serie A 2010-2011: il punto sul Calciomercato

Articolo di Gianluca Nicosia per il blog di Federico Lo Giudice

E’ tempo di tirare le somme per il calciomercato italiano. Quel momento che tutti i tifosi fa sognare, nella speranza che arrivi nella propria squadra il grande campione, il bomber che regali valanghe di gol, il fantasista che illumini il gioco. Acquisti e cessioni, che da qualche anno erano stati condizionati dai bilanci societari, hanno rispettato il trend e sono stati operati all’insegna di una vera “austerity”. In controtendenza le dirigenze di Juventus e Milan hanno svolto un lavoro attento, aggressivo e oneroso, spinte dalla necessità di controbattere lo strapotere dell’Inter e tornare a vincere prima in Italia e poi in Europa.

Inter – La mossa di mercato più importante è senza dubbio l’ingaggio del tecnico spagnolo Rafa Benitez dopo la partenza-shock di Jose Mourinho approdato al Real Madrid. Il cambio del tecnico inciderà certamente sul campionato dei nerazzurri per differenza di gestione della squadra da parte dell’ex Liverpool che tutto ama tranne la polemica al contrario del rissoso portoghese. La cessione di Balotelli al Man City è stata mantenuta dal club di Moratti in modo “low-profile”: nessuna giustificazione eclatante anche se è chiaro che cedere la stella della squadra, nonchè promessa del calcio italiano, è stata una mossa davvero azzardata. Per il resto squadra solidissima e super-collaudata con una rosa di tutto rispetto.
Roma
– la situazione societaria, ed in particolare l’aspetto economico, ha influenzato notevolmente il mercato in entrata dei giallorossi. Il movimento più importante è stato il cambio della prima punta: Toni al Genoa e l’imperatore Adriano sotto er cuppolone. E poi gli acquisti di Burdisso (conferma), Castellini e Simplicio (già preso l’anno scorso dal Palermo). Tutto girerà intorno alla punta brasiliana che però al momento appare decisamente fuori condizione. Ecco perchè, in zona Cesarini, è arrivato Marco Borriello dal Milan che dovrebbe garantire la doppia cifra nelle realizzazioni e consentirebbe ad Adriano di tornare al 100%. E’ comunque una Roma da scudetto.
Juventus
– E’ la squadra che ha cambiato più di tutte, segno tangibile di una vera rivoluzione tecnico-dirigenziale. Mercato eccitante con gli acquisti di Storari, Motta, Bonucci, Rinaudo, Traorè, Krasic, Pepe, Aquilani, Martinez, Quagliarella, con il ritorno di Lanzafame e soprattutto con il cambio tecnico per l’arrivo di Del Neri. Questo rinnovamento rende un cantiere la Juve che dovrà subire un periodo di assestamento. Diciamo una stagione di transizione. Le cessioni dei senatori Cannavaro, Trezeguet, Zebina, Camoranesi e di Diego, Poulsen e Tiago svecchiano la squadra e consentono a Del Neri di personalizzare la sua rosa. Da notare l’abbondante numero di esterni che verranno utilizzati dal tecnico friulano in modo logorante. Il tifoso juventino dovrà avere molta pazienza anche quest’anno ma avrà prospettive sicuramente vincenti.
Milan – colpo ad effetto della società di via Turati che ha preso Zlatan Ibrahimovic, un asso del calcio mondiale. Mossa strategica che deve essere valutata nell’ottica del puro marketing aziendale, oltre che tecnico-tattica. Certo Ibracadabra è un fuoriclasse, ma il Milan con questo acquisto vuole riscontro da sponsor, visibilità, diritti di immagine e vendita abbonamenti e gadget. Altro grande acquisto dell’ultim’ora è il brasiliano Robinho ingaggiato dal Manchester City. Per il resto mercato “low cost” del club rossonero con le acquisizioni di nomi non eclatanti come Yepes, Papastathopoulos e Boateng. Ceduto Huntelaar ai tedeschi dello Schalke 04. Il Milan con Ibra e Robinho accresce il suo potenziale e si propone come leader di questa serie A. Da valutare l’arrivo del nuovo tecnico Allegri, giovane emergente chiamato a vincere sin da subito.

Obiettivo Champions – per le pretendenti ad un posto dorato in Europa segnalo il colpaccio del Napoli che porta sotto il Vesuvio l’uruguaiano Cavani, talentuoso attaccante prelevato dal Palermo. Gli azzurri di Mazzarri perdono però il funambolo Quagliarella, passato alla Juve e non gradito al tecnico toscano.
La Sampdoria subisce la rivoluzione Juventus che preleva dai doriani tecnico e direttore generale. Arriva pertanto Di Carlo e la nuova dirigenza punta tutta la stagione sulla conferma dei pezzi pregiati: Palombo, Cassano e Pazzini. Quindi pochi movimenti in ingresso e un occhio severo al bilancio.
Il Genoa di Preziosi è squadra forte e ambiziosa che ben ha saputo fare in questi ultimi anni. Infatti la campagna acquisti è intelligente: Ranocchia, baby difensore già promessa del calcio italiano, dal Bari, Kaladze esperto jolly difensivo dal Milan e, grande bomba, Luca Toni, che dopo la stagione alla Roma, vuole rilanciarsi sotto la lanterna a suon di gol e portare i grifoni rossoblu in Champions.
La Fiorentina prende dall’Udinese l’ottimo D’Agostino, centrocampista di qualità, e cambia l’allenatore con l’arrivo dell’esuberante Mihajlovic (ex Catania).
Mercato eclettico del Palermo che cambia molti giocatori, soprattutto riserve. La cessione di Cavani fa cassa e porta in Sicilia “Big-Mac” Maccarrone che promette molti gol in ottica Champions. Simplicio va a Roma e promuove titolare in regia offensiva Pastore, fantasioso suggeritore argentino.

Ambizione EuroLeague

E’ un Parma formato fantasia che esce dal mercato estivo. Le acquisizioni di Giovinco (ex Juve) e Candreva (ex Udinese) sono mirate ad innescare le punte Bojinov-Paloschi. La solidità dovrà fornirla il nuovo tecnico Marino che sostituisce Guidolin. Cessioni importanti: Lanzafame alla Juve, Biabiany all’Inter e Lucarelli al Napoli. Buona rosa che godrà di un ambiente di lavoro senza eccessive pressioni.
Lazio
in fermento per il “fenomeno” carioca Hernanes che fa sognare le aquile. Insieme a Zarate, Rocchi e Floccari forma un reparto offensivo di tutto rispetto. Ottima, perchè molto remunerativa, la cessione di Kolarov al Manchester City.
L’Udinese, che esce con le ossa rotte dal precedente campionato, opera il miglior acquisto del suo mercato: la non-cessione di Totò Di Natale alla Juve. Per il resto arriva Denis dal Napoli e tanti giovani scommesse. Perde i talentuosi Pepe (Juve), D’Agostino (Fiorentina) e Candreva (Parma).
Sotto l’Etna troviamo un Catania tutto argentino che si propone per una tranquilla salvezza (e forse qualcosa in più). L’innesto di “Papu” Gomez, l’aver ritrovato “Pitu” Barrientos e le conferme di Ricchiuti e soprattutto di Maxi Lopez sono le mosse strategiche di Lo Monaco. Da non sottovalutare il cavallo di ritorno Mirko Antenucci, la scorsa stagione 24 gol con l’Ascoli in serie B. Nuovo tecnico: Marco Giampaolo.

Uniti per la salvezza

Il Cagliari perde un grande tecnico, l’emergente Massimiliano Allegri passato al Milan, che ha regalato grandi successi ai cagliaritani. Il ritorno di Acquafresca è la ciliegina sulla torta di un buon collettivo che dentro le mura del Sant’Elia costruisce le sue salvezze.
Il Bari di Ventura cercherà di confermare il solito gioco spumeggiante e innesta Ghezzal in attacco (preso dal Siena).
Il neo-promosso Bologna fa fuori il tecnico Colomba a poche ore dall’esordio e prende Malesani: il duo Di Vaio-Meggiorni in attacco fa ben sperare i tifosi emiliani in una, seppur difficile, salvezza.
Il Brescia, anch’esso proveniente dalla B, non si rafforza per la massima serie come dovrebbe. Gli acquisti di Zebina dalla Juve, Eder dall’Empoli e Diamanti dal West Ham, con il trequartista toscano che è la stella della squadra, non garantiscono la svolta ad un debole organico.
Capitolo Chievo: solita squadra rivelazione di ogni campionato prende Andreolli dalla Roma, Bogliacino dal Napoli e il bomber Moscardelli dal Piacenza che sostituisce Bogdani passato al Cesena. La conferma di Pellissier in attacco è una garanzia.
Altra neopromossa, il Lecce, ha operato all’insegna del risparmio. Spicca il norvegese Tore Reginiussen, prelevato dallo Shalke 04 ma è una scommessa nella difesa salentina. In attacco Olivera, Di Michele e Jeda sono buoni acquisti ma bisogna valutare il supporto che avranno per andare in gol.
Chiudiamo col Cesena di Ficcadenti. In rosa gli esperti Appiah (ex Bologna), Bogdani (ex Chievo) e Budan (ex Palermo) cercheranno di dare il proprio contributo ad una vera impresa. Gran colpo l’ingaggio di Jimenez, fantasista ex Parma e Inter prelevato dalla Ternana. Scommessa Nagatomo, difensore giapponese acquistato dal FC Tokyo.

Grande Meucci, bronzo europeo!

Grandissima prestazione del toscano Meucci nei 10.000 mt. agli Europei di atletica Barcellona 201o.
L’azzurro con una gara magistrale taglia il traguardo al 3° posto.
Siamo alla prima giornata della manifestazione ed il medagliere italiano cresce ancora dopo l’argento di Schwazer nella marcia.

Dalla Germania un corrispondente molto speciale

Goodmorning people,

è con immenso piacere che vi segnalo, qualora ce ne fosse bisogno, il blog di un mio grande amico: Federico Lo Giudice.
Trovate il link nel mio blogroll al nome di Lesenswert. La natura del blog è incentrata sullo calcio visto che Federico è un giornalista professionista, che collabora con testate tedesche ed è corrispondente dalla Germania per Sky e altre agenzie italiane.
Molto interessanti le interviste a Beckembauer, Toni, Barzagli che Federico ha inanellato in tempi recenti; inoltre da vedere un suo splendido servizio direttamente da Amsterdam sull’Olanda vice-campione del mondo a Sudafrica 2010.

Federico Lo Giudice

Il mio in bocca al lupo per una crescita professionale che indubbiamente merita.

Ciao Fede!

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