Ciao Mourinho, non ci manchi!
2 settembre 2010 Lascia un commento
Josè Mourinho, 47 anni, portoghese di Setubal è un allenatore vincente.
Lo dimostra il suo prestigioso palmares: con il Porto 1 Champions League, 1 Coppa Uefa, 2 scudetti, 1 Coppa Nazionale, 1 Supercoppa – con il Chelsea 2 scudetti, 1 Coppa Nazionale, 1 Coppa di Lega, 1 Supercoppa – con l’Inter 1 Champions League, 2 scudetti, 1 Coppa Nazionale, 1 Supercoppa.
Da questa stagione è passato alla guida del Real Madrid, uno dei club più titolati al mondo. Chapeau per i risultati e la mentalità vincente.
Ma dal punto di vista caratteriale e relazionale il portoghese merita più di una critica. E’ evidente dalle sue dichiarazioni che pecca di arroganza e di mancanza di rispetto per colleghi, calciatori, dirigenti e, non ultimi, giornalisti.
L’arroganza viene palesata inizialmente in Inghilterra dove alla presentazione con il Chelsea si autodefinisce Special One. Poi ricordiamo un escalation di provocazioni, di cui è maestro, utilizzate ad hoc per infuocare l’ambiente e creare intorno a lui un’atmosfera di interesse.
Schietto ma decisamente sconclusivo, Mou spara a zero su tutto e tutti pur di far notizia e le sue conferenze stampa passano dal sacro al profano, dal comico all’horror.
Basta una domanda più piccante del solito e il portoghese si innervosisce e non le manda a dire, lasciandosi andare anche a frasi ingiuriose.
E’ chiaro che non ha acquisito il “polite style” britannico.
E’ andato avanti spedito verso il suo unico obiettivo: catalizzare l’attenzione dei media su se stesso, distogliere l’interesse dalla squadra, dal gioco, dalla condizione fisico-mentale dei suoi giocatori.Non ha capito che il calcio è pura tecnica, schemi di gioco innovativi, spunto fisico da grandi atleti e soprattutto gioco spumeggiante e gol a valanga.
Il tecnico di Setubal non solo non ha contribuito a migliorare il calcio italiano ma, al contrario, ha mancato di rispetto al nostro campionato, tacciandolo di essere pessimo ed inferiore, preferendogli altri paesi esteri. Più volte infatti ha esaltato il calcio inglese, inimicandosi tifosi e giornalisti italiani.
Ha creato persino tensioni nella classe arbitrale, definendo i fischietti parziali a favore delle squadre rivali.
E poi, gesto più importante, ha mancato di rispetto all’Inter ed al suo presidente, lasciando la squadra con un progetto ancora aperto.Infatti la sua Inter ha espresso l’anti-calcio, vincente solo grazie alle individualità di un grandissima e ricchissima rosa.
Non auguriamo a Mourinho i migliori successi al Real e confermiamo quanto pensa la stragrande maggioranza degli amanti del calcio italiano: Mou non ci manchi!
